21 Gennaio 2021

La Comunicazione con il paziente: quale opportunità?

di Dott. Massimiliano Vandi

Gennaio 21, 2021

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Uno degli aspetti fondamentali dell’efficacia sanitaria è un rapporto dinamico e costruttivo con il paziente.

Capita spesso di lavorare con strutture che vogliono investire molte delle loro risorse, per migliorare gli aspetti comunicativo-relazionali del proprio team.

Il nocciolo della questione è: se riesco ad avere una relazione efficace, posso costruire un modello di fiducia duraturo? E soprattutto, in che modo questo modello può portare beneficio alla mia attività di medico?

La comunicazione col paziente è buona parte della costruzione della fiducia, per non dire la parte più importante.

Il dubbio, la non conoscenza della materia e, sicuramente, le difficoltà legate alla condizione di paziente, generano diffidenza e paura.

Oggi poi, in un contesto limitato dovuto al continuo e obbligatorio uso di mascherine, caschi protettivi e guanti, il medico è condizionato nello svolgimento della propria professione.

Ecco che così la comunicazione assume ancor più un ruolo strategico nell’assioma medico paziente.

Il medico non è solo il professionista della salute, ma deve possedere strumenti relazionali che vanno oltre la “cura”, e che invece si “prendono cura” delle dinamiche di comprensione, di ascolto e di accoglienza che il medico ha nei confronti dei propri pazienti.

Quest’ultimi devono diventare, in quanto persone soggette a continue sollecitazioni ed informazioni, centrali nel modello di approccio medico.

Paziente e medico diventano alleati in una sorta di dualismo terapeutico che deve necessariamente progredire verso l’obiettivo comune che si vuole raggiungere (come la risoluzione di un problema, un trattamento di medicina estetica, la definizione di una diagnosi e conseguentemente di un approccio terapeutico adeguato).

Quali sono pertanto gli strumenti da utilizzare per esercitare un adeguato modello di comunicazione medico-paziente?

Elenchiamo di seguito:

  • l’ascolto – inteso come parte attiva ed iniziale del processo comunicativo. Il paziente si siede di fronte al medico col proprio mondo emotivo, educativo e valoriale, di cui il professionista deve assolutamente tenere conto.
  • la comprensione – il paziente mette in gioco un suo bene primario, la sua salute. Quindi percepisce l’intervento del medico come essenziale. Deve affidarsi (nel vero senso del termine) e instaurare con il professionista, un percorso di grande fiducia per ottenere il risultato desiderato.
  • La chiarezza – uno dei problemi più grandi della costruzione di una qualsiasi forma di alleanza terapeutica è la non comprensione da parte del paziente dio ciò che sta accadendo. Quando i confini sono chiari è più semplice, per qualsiasi persona, entrare in una forma di condivisione e conseguentemente accrescere la propria motivazione all’intervento terapeutico.
  • I Valori – le persone scelgono coloro in cui si identificano. Una corretta relazione è aperta a condividere i valori e le proprie attitudini. È importante per il medico entrare nel mondo del paziente e viceversa. La relazione ha 2 livelli: quella tra “professionista e degente” e quella tra 2 persone che in quel momento condividono le loro esperienze di vita (sia nella condizione di professionista che in quella di paziente)

È così importante che in un processo terapeutico le persone si scelgano, si condividano e creino reciproca fiducia.

Ecco perché, per noi, è fondamentale investire in questo ed aiutare tutti coloro vogliano migliorare le proprie relazioni per un miglioramento del valore della propria professione.

Dott. Massimiliano Vandi

About the author

Laurea in Scienze Psicologiche, da oltre 10 Anni consulente esperto di Marketing Sanitario, Organizzazione e Comunicazione, partner di Oniricum srls